Widmann in commissione d'inchiesta Covid, 'misure adottate su disposizione di Roma'

Giovedì 19 Febbraio - 06:08

La Commissione d'inchiesta del consiglio provinciale di Bolzano sulla gestione della pandemia di Covid ha proseguito le audizioni programmate. Per primo è stato ascoltato l'ex assessore provinciale alla sanità, Thomas Widmann, attuale consigliere provinciale e in quanto tale componente della stessa commissione. "L'allora assessore Widmann - riferisce la presidente della commissione, Brigitte Foppa - ha ricondotto le misure adottate in Alto Adige durante la pandemia per lo più a disposizioni di Roma, riferendo in merito della difficoltà delle trattative con il ministero e del ridotto margine di manovra". Widmann avrebbe anche rivisto criticamente, in seguito, alcune misure: "Interpellato in merito ai test di massa, per esempio, ha ammesso che non avevano portato al successo auspicato. In merito alle disposizioni governative, ha affermato testualmente che 'contro alcune misure non sostenibili ci saremmo dovuti ribellare'", riporta ancora Foppa, aggiungendo che questa affermazione si riferiva in particolare al fatto che "persone hanno dovuto morire in solitudine nelle case di riposo, e a bambini e giovani sono stati sottratti due anni della loro vita". È seguita l'audizione congiunta dei responsabili degli ospedali comprensoriali dell'Azienda sanitaria provinciale all'epoca della pandemia, alla quale sono intervenuti Irene Pechlaner, ex direttrice del Comprensorio sanitario di Merano, Kurt Habicher, direttore medico facente funzione dell'Ospedale di Silandro, Gottfried Kühebacher, direttore medico dell'Ospedale di San Candido, e Michael Engl, medico responsabile della Direzione medica dell'Ospedale di Vipiteno. In questa audizione si è parlato di: vaccinazioni, proporzionalità delle misure, sospensioni del personale sanitario e collaborazione tra sanità e sociale/residenze per anziani. "Le vaccinazioni sono state un tema centrale: com'è noto, anche nella commissione le opinioni in merito sono diverse, cosa chiaramente percepibile anche oggi: per questo, le domande in merito sono state numerose - sottolinea Foppa - I direttori medici hanno riferito che la vaccinazione ha portato un grande sollievo nelle rispettive strutture: la situazione sarebbe subito migliorata. Gli intervenuti hanno chiarito di essere oggi come allora sostenitori delle vaccinazioni, pur riconoscendo l'esistenza di effetti collaterali e conseguenze riscontrabili anche oggi". In merito al tema delle sospensioni del personale di cura, la commissione ha ricevuto informazioni sulla quantità di persone sospese e su quante sono poi rientrate. "Il rientro è stato possibile nella maggior parte dei casi, tranne che in Venosta e Merano, dove, a causa della vicinanza alla Svizzera c'è un problema generale di emigrazione del personale sanitario, percepibile ancora più chiaramente durante la pandemia", spiega la presidente. In quanto al rapporto tra sanità e sociale, "in generale si intravvede una problematica, in particolare in riferimento alla situazione molto difficile nelle residenze per anziani - riferisce Foppa - Oggi si sostiene che la collaborazione avrebbe dovuto essere migliore, ci si sarebbe potuti aiutare di più e si sarebbe dovuto assolutamente sostenere di più le residenze per anziani. Le morti in solitudine che si sono verificate avrebbero dovuto essere limitate".

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